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Recensione #2 HALF BAD di Sally Green

  • Immagine del redattore: Claudia Cinerea
    Claudia Cinerea
  • 22 gen 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

SCHEDA TECNICA


N. pagine

390 pagine


Lingua

Italiano


Editore

Rizzoli


Data di pubblicazione

19 marzo 2014


Dimensioni

155 x 3.4 x 21 cm.


Autrice

Sally Green



TRAMA

La magia esiste, ed è spaccata da una guerra millenaria. Appartenere a un fronte definisce il ruolo di ciascuno nel mondo, garantisce compagni e alleanze; ma soprattutto decide chi sono i nemici, che vanno giustiziati senza rimorso. Nathan vive in una zona grigia: figlio di una maga Bianca e dell'Oscuro più terribile mai esistito, cresce nella famiglia materna, evitato da tutti, vessato dalla sorellastra, perseguitato dal Concilio che non si fida di lui e anno dopo anno ne limita la libertà, fino a rinchiuderlo in una gabbia. La stessa guerra che divide il mondo della magia si combatte nel cuore di Nathan, in perenne bilico tra le due facce della sua anima, che davanti alla dolcezza di Annalise vorrebbe essere tutta Bianca, e invece per reagire alle angherie si fa pericolosamente Nera. Ma è difficile restare aggrappato alla tua metà Bianca quando non ti puoi fidare della tua famiglia, della ragazza di cui ti sei innamorato, e forse nemmeno di te stesso.



COSA NE PENSO


Half Bad è il primo di tre romanzi Urban fantasy scritti da Sally Green tra il 2014 e il 2016. Mi ci sono avvicinata dopo aver visto l’adattamento Netflix che si prendeva molte licenze poetiche, ma il concept mi era piaciuto molto. Nathan è un Mezzo codice, ovvero figlio di madre incanto bianco e padre nero. Ma proprio quest’ultimo non è un incanto qualunque, ma è il pluriomicida e ricercato Marcus Edge. A Nathan viene da sempre insegnato che “bianco” equivale a bene, mentre il “nero” è il male da perseguitare, proprio per questo, fin dalla nascita, viene sottoposto a denigrazione di ogni tipo fino alla tortura vera e propria.

Ho apprezzato molto di questi libro, il tipo di narrazione in prima persona al presente, risulta leggera da seguire, ma l’autrice riesce a ritmare in modo incalzante la connessione tra le parole scritte e i sentimenti del protagonista. La caratterizzazione di Nathan è molto potente e funzionale, mentre ogni tanto si perde la profondità di alcun personaggi secondari. Il sistema magico appare molto libero dagli schemi, e non sembra avere delle vere e proprie limitazioni, se non la bravura del possessore. Però, riesce a trasmettere la curiosità di scoprire quale “Dono” possiede il prossimo incanto. Tirando le somme, la trama mi ha preso, i personaggi funzionano e la scrittura è semplice ed efficace.


 
 
 

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